Disturbo da attacchi di panico

 

Gli attacchi di panico durano di solito solo pochi minuti, ma causano al soggetto notevole angoscia.
Sono caratterizzati da allarmanti sintomi fisici, come: tachicardia, senso di soffocamento, vertigini, sudorazione, tremore; e da uno stato psichico di intensa angoscia, che può arrivare fino alla paura di morire o di impazzire.
Il disturbo da attacchi di panico può apparire come privo di contenuti psicologici: gli attacchi cioè possono essere sentiti come se venissero fuori dal nulla, senza fattori determinanti di tipo esterno o interno. Invece, molti pazienti soffrono di attacchi di panico proprio a causa di fattori psicodinamici, di cui non sono consapevoli a livello cosciente; e che possono rispondere ad interventi psicoterapeutici.
Spesso vi è uno stretto legame fra angoscia di separazione e disturbo da attacchi di panico; ed in una buona percentuale dei casi gli attacchi insorgono in seguito alla perdita di una persona cara o comunque significativa; anche a distanza di alcuni mesi.
La maggior parte dei pazienti con disturbo da attacchi di panico soffre anche di Agorafobia: la paura di spazi aperti o affollati; o la paura di essere intrappolato in un luogo o in una situazione, dai quali può essere difficile o imbarazzante uscire, fuggire, allontanarsi.
Il paziente può sviluppare una forma secondaria di ansia, detta Ansia Anticipatoria: si preoccupa cioè costantemente di come, quando e dove avverrà l’attacco successivo; cercando di evitare i luoghi e le situazioni in cui gli attacchi precedenti si sono scatenati.
Può essere necessario associare terapia farmacologica e psicoterapia. I farmaci possono essere necessari per fornire un rapido sollievo dalla drammaticità dei sintomi; ma possono non essere sufficienti ad assicurare il ritorno ad una normale vita di relazione.
Quando vi è un Disturbo di Personalità associato, cioè quando il paziente soffre anche di un disturbo di personalità, ad esempio narcisistico, istrionico, borderline, il trattamento è più complesso e la psicoterapia diventa allora indispensabile.

(Tratto da: Gabbard G.O.: “Psichiatria Psicodinamica”, Raffaello Cortina Editore; modificato).

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